parole e immagini



Fin da bambini abbiamo imparato o meglio avremmo dovuto imparare, a sviluppare una delle facoltà di giudizio apparentemente più semplici e ad emettere con sufficiente sicurezza la sentenza: « Mi piace - Non mi piace ».

Ben altre difficoltà comporta esprimere un giudizio di “ bello – non bello ” per le implicazioni di ordine estetico-filosofico-culturali insite nella valutazione del “bello” come “intrinseco-oggettivo-soggettivo.”

L’empatia è un’altra facoltà primordiale ereditata alla nascita ma quante persone possono dichiarare di averla nutrita abbastanza da svilupparla fino a “ viverla pienamente” nei rapporti quotidiani?

Dell’esattezza o meno di un nostro giudizio empatico si può trovare conferma solo nella sincerità di chi abbiamo davanti o un flebile riscontro nel suo comportamento reale (non filtrato da una nostra interpretazione). Se l’empatia non è matematica, se le conclusioni non sono certe, se può lasciare dubbi o procurarne nuovi, si può affermare che serva a qualcosa? Il ‘quanto serve’ è direttamente proporzionale a due fattori:

1. quanto ci interessa sviluppare e arricchire le nostre capacità di interrelazione nei rapporti interpersonali.
2. quanto ci interessano ‘gli altri’

Per saperne di più, per utilizzare le immagini come esercizio e dare una mano agli ‘”altri” lavorando su se stessi, percorrete il sentiero verso il faro, salite sulla barca e seguitemi.

Se preferite semplicemente navigare nel mare dei colori, siete e sarete comunque benvenuti.


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Ombre Luci Sfumature




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Ghost

sabato 21 giugno 2008

# GH0011 Set 01




immagine appartenente al set di valutazione 01/2007.
I relativi commenti verranno pubblicati al termine del periodo di valutazione.

4 commenti:

  1. "Chiusura"(mentale).
    La donna-mummia è chiusa nel suo sapere e continua a cercare nei libri le risposte ai suoi dubbi, ma che non trova perchè non apre la mente e libera gli occhi dai preconcetti.
    La cchiave per aprire la mente si trova quando si abbandonano i preconcetti (che ingombrano la vita di ognuno).

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  2. Risalta una evidente chiusura verso il mondo esterno. Prevale uno stato di abbandono, evidenziato dalla trascuratezza della persona e dalla polvere sul tavolo. Pulito risulta essere il libro e intergra la tazzina di caffè. La chiave, appesa al collo, sta a dimostrare che "l' isolamento" è voluto, è una scelta personale; allo stesso tempo la serratura risulta essere troppo grande per poter essere aperta da quella chiave. Sembra quasi che la distanza dal mondo esterno vada sempre più allargandosi. Ciò che manca nel soggetto, secondo me, è il "sentimento", il "pathos"; la lettura sta a significare un forte bisogno di sapere, ma la conoscenza attraverso i libri, da sola, non è sufficiente, se non ci si guarda intorno per conoscere la realtà umana che ci circonda, fonte inesauribile di esperienze. Il caffè è buono, ma condivso con gli altri, acquista un gusto diverso...più intenso e pprezzabile. L' attenzione verso il prossimo e il "sentimento" costituiscono la chiave per aprire la serratura. L' immagine mi ha procurato un immediato senso di fastidioso disagio.

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  3. Giardino/Deserto12 gennaio 2008 22:41

    La donna dell' immagine ha indurito il suo cuore, incapace di provare gioia ed emozioni, al collo porta la chiave per aprire la mente e trovare la strada per arrivare alla consapevolezza totale, ma il dubbio l'assale pietrificando le sue membra nel vortice del tormento.
    Rimanda la sua vita e la sua felicità a chissà quando e a chissà come, illudendosi di trovare la formula magica attraverso le parole pensate e scritte da altri.

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  4. Immagine gh0011
    Il relativismo della vita.

    -Ciao, Lady Key, cosa fai?
    -Leggo un libro, sorseggio un thè.
    -Siamo preoccupati per te.
    -Perchè?
    -Sei considerata un simbolo della Chiusura verso gli altri, verso la vita.
    -Chiusura verso gli altri? Strano, eppure sono qui, davanti a tutti, lascio che tutti mi guardino, mi studino, mi interpretino a tutte le ore, quando ne hanno voglia e non mi nascondo.
    -E la tua chiusura verso la vita?
    -Un posto tranquillo, una luce diffusa, un libro che amo, l'aroma di un thè: vivo pienamente la mia vita.
    -E la chiave che porti al collo?
    -Sono padrona dei miei pensieri, io apro o chiudo loro la porta e non ne sono mai sopraffatta.
    -E la solitudine?
    -La solitudine è un fattore mentale anche in chi mi guarda e vede solo un angolo di stanza, solo un lato del tavolo. Allargando la visuale si potrebbe scoprire molto altro.
    -Vuoi dire insomma che questa è la tua vita e stai bene?
    -Si può sempre stare meglio, ma tu sei il primo a chiedere a me come sto. Alcuni guardandomi, sono fuggiti, altri hanno provato compassione, molti hanno concluso che sto male.
    -In fondo è questa l'impressione che dai.
    -Le impressioni inducono spesso in errore
    -Che farai adesso?
    -Incontrerò l'anima di questo libro, sorseggerò il mio thè, che altro posso voler di più dalla vita?
    -Ciao Lady Key, buon silenzio.

    Enigma

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