parole e immagini



Fin da bambini abbiamo imparato o meglio avremmo dovuto imparare, a sviluppare una delle facoltà di giudizio apparentemente più semplici e ad emettere con sufficiente sicurezza la sentenza: « Mi piace - Non mi piace ».

Ben altre difficoltà comporta esprimere un giudizio di “ bello – non bello ” per le implicazioni di ordine estetico-filosofico-culturali insite nella valutazione del “bello” come “intrinseco-oggettivo-soggettivo.”

L’empatia è un’altra facoltà primordiale ereditata alla nascita ma quante persone possono dichiarare di averla nutrita abbastanza da svilupparla fino a “ viverla pienamente” nei rapporti quotidiani?

Dell’esattezza o meno di un nostro giudizio empatico si può trovare conferma solo nella sincerità di chi abbiamo davanti o un flebile riscontro nel suo comportamento reale (non filtrato da una nostra interpretazione). Se l’empatia non è matematica, se le conclusioni non sono certe, se può lasciare dubbi o procurarne nuovi, si può affermare che serva a qualcosa? Il ‘quanto serve’ è direttamente proporzionale a due fattori:

1. quanto ci interessa sviluppare e arricchire le nostre capacità di interrelazione nei rapporti interpersonali.
2. quanto ci interessano ‘gli altri’

Per saperne di più, per utilizzare le immagini come esercizio e dare una mano agli ‘”altri” lavorando su se stessi, percorrete il sentiero verso il faro, salite sulla barca e seguitemi.

Se preferite semplicemente navigare nel mare dei colori, siete e sarete comunque benvenuti.


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Ombre Luci Sfumature




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Ghost

giovedì 6 settembre 2007

# GH0046 Una Cartolina da...

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Immagine inviata da Gianfranco (GE) - grazie Gianfranco

2 commenti:

  1. Gianfranco (GE)6 settembre 2007 13:18

    Argomentare su un altro blog riguardo all'ennesima nota di cronaca su maltrattamenti subiti da un'anziana signora, mi ha fatto riflettere ancora su come siamo capaci di meravigliarci e commentare notizie senza pensare che nel quotidiano certe 'barbarie' vengono commesse magari dietro la porta accanto. Così il vecchietto messo sotto vetro dagli stessi famigliari non fa notizia e non ci indigna. Questa immagine, che spero venga pubblicata, mi pare che renda l'idea. Compitino per te Ghost: stato d'animo:indignazione - Atteggiamento: vedo nella signora rassegnazione e quasi comprensione. Atteggiamento mio:cervello permettendo non sarebbe lo stesso e per rispetto all'ospite vi risparmio il mio vocabolario portuale sublimato ma non scordato.
    Ciao - Gianfranco (GE)

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  2. Giardino/Deserto14 settembre 2007 15:58

    Mi auguro che il gran capo tolga presto l' immagine inviata da G.Fr.!Non ne posso più di vedere quel povero viso rassegnato e buono, chiuso nel barattolo per confetture.Non volevo lasciare nessun commento perchè aumenta la mia indignazione, la rabbia, l' angoscia (e anche se non sono di Ge,anche il mio linguaggio farebbe invidia ad uno scaricatore portuale....),il tutto accresce in me la voglia di entrare virtualmente nella foto per spaccare quella dannata gabbia di vetro e liberare quella povera e dolce nonna....
    Acc....ora capisco.... quel viso mi ricorda i lineamenti di mia nonna, che ho amato alla follia, fino a che la sua vita si è trasformata per diventare un angelo che ancora mi tiene compagnia nei momenti difficili!
    Sono dura, maledizione....., terribilmente dura(ho voglia di urlare!!!!) con chi non ama i vecchi o fa discorsi trampalati e ancora di più con me stessa quando perdo la pazienza col mio genitore anziano...vorrei allora sotterrarmi per quella mia(imperdonabile) debolezza.
    Diventa difficile ammettere che anche loro diventano vecchi e riuscire a contare fino a dieci e ricominciare per tante altre decine diventa un' impresa , ogni volta che i loro ritmi rallentano e le loro forze chiedono, sempre di più il nostro costante aiuto e la nostra comprensione!
    P.s.:chiedo scusa per la lungaggine, ma è la mia piaga aperta.
    Baci!

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