Una Cartolina da...
Benvenuta Trilly

I suoi occhi guardavano attraverso quei pochi millimetri di spessore offuscato da una patina di polvere. Fuori scorreva un muro ascendente e discendente dove si arrampicavano audacemente molteplici rovi di more. Quel grigio-verde divenne presto come una patina densa mentre nei suoi occhi fissi e opachi, il riflesso dei ricordi si rese visibile. Di colpo un dolce vuoto, la sensazione di sentirsi sollevata da terra velocemente, tenuta saldamente da due mani grandi e il suono di una voce che le diceva: - “dai piccola mia, avanti prendi le foglie, proprio quelle li dove la tua manina può arrivare” - che bella sensazione, sembrava di volare, era un privilegio guardare tutto quel verde prima lontano dai suoi occhi ora così tanto vicino da sentirne l’odore. Poi un nuovo senso di vuoto generato dalla discesa, il morbido atterraggio delle punte dei piedini sul marciapiede: “Quante ne hai prese foglie a papà? tre? guarda adesso, ora papà le arrotola e ci soffia dentro”. Sorrideva mentre arrotolava stretta quella foglia carnosa, come una cannuccia da bibita, attraverso il quale con un soffio avrebbe generato un buffissimo fischio. Già pregustava lo stupore che avrebbe illuminato quel faccino, l’esperimento era già stato collaudato con successo con gli altri figli ormai grandi, ma, si sa, certe cose con i bimbi funzionano sempre. La sua ipotesi, infatti, non venne smentita, la piccola sentendo quel suono così buffo prese a ridere di cuore, era proprio divertente quella piccola magia. Erano soltanto foglie, in effetti, ma quel papà era stato capace con poco di generare quel suono, e non mi riferisco al fischio, bensì a quello della allegra risata della sua piccolina..[...]
© Trilly - http://unorigami.blog.excite.it/
Grazie Trilly
Ghost

che regalo meraviglioso mi hai fatto! grazie Ghost...veramente!
RispondiEliminaSei tu cara trilly che hai fatto a tutti noi un magnifico regalo con questo tuo magico racconto!
RispondiEliminaUn caro abbraccio
Miriam